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sabato 21 maggio 2011





Non credo 


al diritto dei più forti, 


al linguaggio delle armi, 


alla potenza dei potenti. 


Voglio credere 


ai diritti dell'uomo, 


alla mano aperta, 


alla potenza dei non-violenti. 


Non credo 


alla razza o alla ricchezza, ai privilegi, 


all'ordine della forza e dell'ingiustizia: 


è un disordine. 


Non credo 


di potermi disinteressare 


a ciò che accade lontano da qui. 


Voglio credere 


che il mondo intero 


è la mia casa e il campo nel quale semino, 


e che tutti mietono ciò che tutti hanno seminato. 


Non credo 


di poter combattere altrove l'oppressione, 


se tollero l'ingiustizia qui. 


Voglio credere 


che il diritto è uno, 


tanto qui che altrove, 


che non sono libero 


finché un solo uomo è schiavo. 


Non credo 


che la guerra e la fame siano inevitabili 


e la pace irraggiungibile. 


Voglio credere 


all'azione semplice, 


all'amore a mani nude, 


alla pace sulla terra. 


Non credo 


che ogni sofferenza sia vana. 


Non credo 


che il sogno degli uomini resterà un sogno 


e che la morte sarà la fine. 


Oso credere invece, 


sempre e nonostante tutto, 


all'uomo nuovo.



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