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martedì 8 novembre 2011

Il piccolo Principe


" Và a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo. Quando ritornerai a dirmi addio ti regalerò un segreto. ".

Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.

" Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente. " disse.

" Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe: non era che una volpe uguale a centomila altre, ma ne ho fatto il mio amico ed ora per me è unica al mondo. ".

E le rose erano a disagio.

" Voi siete belle, ma siete vuote. " disse ancora. " Non si può morire per voi. Certamente un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi. Perché è lei che ho innaffiato. Perché è lei che ho messo sotto la campana di vetro. Perché è lei che ho riparato col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa. " e ritornò dalla volpe.

" Addio. " disse.

" Addio. " disse la volpe. " Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi. ".

" L'essenziale è invisibile agli occhi. " ripeté il piccolo principe per ricordarselo.

" E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che l'ha resa così importante. ".

" E' il tempo che ho perduto per la mia rosa…" sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.

" Gli uomini hanno dimenticato questa verità, ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…" 

" Io sono responsabile della mia rosa…" ripetè il piccolo principe per ricordarselo.


Amore mio, mio piccolo principe, grazie per avermi addomesticata.

1 commento:

  1. Bellissimo libro, ricco di insegnamenti preziosi..:)

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